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L'Humanité
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mwbgmwbwL'Humanité è un giornale francese, fondato nel mwca1904 dal dirigente socialista mwcqJean Jaurès. È stato l'organo ufficiale del mwcgPartito Comunista Francese (PCF) dal 1920 al 1994, anno in cui si apre ad altre componenti della mwcwSinistra, pur restando vicino alle posizioni del PCF.

Contents

Storia
Note

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Storia

Le origini

Il primo numero de mweaL'Humanité apparve lunedì 18 aprile 1904. Per il suo fondatore, mweqJean Jaurès, questo quotidiano socialista (che aveva come sottotitolo «mweg Giornale socialista quotidianomwew »cite-ref-1[1]) doveva essere funzionale all'unificazione del movimento socialista francese e di conseguenza una leva per la lotta rivoluzionaria contro il mwgacapitalismo.

Nel suo primo editoriale, Jaurès fissa due regole di funzionamento del suo nuovo giornale: la ricerca dellmwgg'mwgwinformazione completa ed esatta per dare «mwha a tutte le menti libere il mezzo per comprendere e giudicare autonomamente gli eventi del mondomwhq », e l'indipendenza finanziaria.

L'Humanité di Jaurès (1904–1914)

Fin dalla sua nascita nel 1904cite-ref-2[2], mwlqL'Humanité non rappresenta che una parte del movimento socialista francese. Nella redazione figurano mwlgRené Viviani, mwlwAristide Briand, mwmaLéon Blum, mwmqJean Longuet, mwmgLucien Herr, mwmwJean Allemane, mwnaOctave Mirbeau, Henry de Jouvenel, mwngAbel Hermant et Albert Thomas.

L'unificazione dei socialisti francesi nella mwqwSFIO nel 1905 apre il giornale all'insieme del movimento socialista francese (specialmente al Guesdismo). Nel 1911, SFIO fa de mwrqL'Humanité il suo organo ufficiale nel congresso di mwrgSan Quintino.

Nel contesto internazionale sempre più teso dell'inizio del XX secolo, il giornale di Jaurès difende strenuamente le proprie posizioni mwsapacifiste e mwsqantimilitariste in ossequio all'mwsginternazionalismo del movimento operaio. Il giornale è ugualmente molto presente nella lotta per la laicità e si designa difensore della classe operaia.

Il primo decennio di vita del giornale è caratterizzato da difficoltà economiche. Dopo un lancio riuscito con 140000 copie, precipita a 15000 copie nel mwta1905 per poi rimontare a 80000 copie nel mwtq1912.

Nell'estate mwtw1914 la vita del giornale è stravolta da due eventi:

• l'assassinio del suo direttore Jean Jaurès per mano del nazionalista mwugRaoul Villain al café du Croissant il 31 luglio 1914.
• lo scoppio della mwvaprima guerra mondiale.

L'Humanité e la Prima Guerra Mondiale (1914–1920)

Lo scoppio della guerra, la morte di mwwaJean Jaurès e il riallineamento della maggioranza dei dirigenti socialisti francesi all'Union sacrée trasformano radicalmente il giornale durante l'estate 1914, che a quell'epoca distribuiva circa 100000 copie, contro le 50000 de mwwgLa Guerre sociale di mwxaGustave Hervécite-ref-3[3].

Pierre Renaudel succede a Jaurès e sceglie una linea editoriale favorevole alla guerra in nome della difesa della Repubblica. Secondo lo storico Alexandre Courban, il giornale si trova dunque preso in una tripla morsa:

• amministrativa: per la censura.
• partitica: i socialisti in maggioranza favorevoli alla guerra impongono la loro linea.
• economica per il razionamento.

Finalmente nell'ottobre 1918, Pierre Renaudel è sostituito alla guida de mwaaL'Humanité da mwaqMarcel Cachin, in ossequio alla crescente presa di distanza dei socialisti rispetto all'Union sacrée.

L'Humanité : organo del Partito Comunista Francese tra le due guerre (1920–1939)

Nel mwbw1920 al Congresso di Tours della mwcqSFIO, i due terzi dei delegati votano l'adesione all'mwcgInternazionale Comunista, trasformando la SFIO in «mwcw Section française de l'Internationale communistemwda » (più tardi mwdqPartito Comunista Francese). Il giornale segue la maggioranza e diviene dunque organo ufficiale del giovane Partito Comunista.

In questo periodo la linea editoriale segue la linea politica del PCF. La stalinizzazione del partito provoca l'allontanamento di penne come mwdwAlfred Rosmer, mweaBoris Souvarine, mweqPierre Monatte, Amédée Dunois, Pierre Kaan. Negli anni Venti, il giornale porta avanti un'intensa campagna contro la Guerra di Rif. Nel 1926 mwfqPaul Vaillant-Couturier diviene capo redattore. Sotto la sua direzione negli anni Trenta, il giornale supera le 300000 copie, specialmente all'inizio del mwfgFronte Popolare. mwfwL'Humanité insiste allora sull'mwgaantifascismo, sulla difesa della Repubblica spagnola e propone il modello dell'mwgqURSS di mwggStalin.

In quanto organo centrale del PCF, mwhaL'Humanité è allo stesso tempo un giornale di informazione e un mezzo di mobilitazione dei militanti. Un'altra particolarità è rappresentata dal ruolo che svolgono i lettori nella vita del giornale: essi sono spesso utilizzati come contributori (i rabcors, corrispondenti operai) o come diffusori (in seno al CDH, comitato di difesa de L'Humanité). Per rispondere ai suoi bisogni finanziari, il giornale crea nel 1930 la fête de L'Humanité. Nel mwhg1937, la tiratura tocca il picco delle 350000 copiecite-ref-4[4].

Il 27 agosto mwja1939 il governo Daladier vieta la pubblicazione de mwjgL'Humanité a seguito della sua approvazione del mwjwPatto Molotov-Ribbentrop.

L'Humanité nella Resistenza francese durante la Seconda Guerra mondiale (1939–1945)

Le autorità di Vichy confermano il divieto di pubblicazione e l'occupazione tedesca obbliga il giornale alla clandestinità fino alla liberazione del 1944 (malgrado la domanda rigettata di ripubblicazione fatta nel giugno 1940 presso le autorità di occupazione tedesche)cite-ref-5[5], iniziativa sconfessata da numerosi militanti e poi dal mwlwComintern, che lo aveva precedentemente permessocite-ref-6[6].

mwnqL'Humanité rimase clandestina per cinque anni (383 numeri diffusi per un totale di 200000 copie)cite-ref-7[7] svolgendo un importante ruolo nella mwogResistenza. Numerosi giornalisti della sua redazione morirono nella lotta contro l'mwowoccupante, come mwpaGabriel Péri (responsabile della rubrica internazionale, fucilato il 15 dicembre mwpq1941 alla mwpgFortezza di Mont-Valérien), Lucien Sampaix e altri. Il giornale riapparve liberamente il 21 agosto mwqa1944 durante l'insurrezione di Parigi.

L'Humanité dal 1945 al 1994

Dopo il 1945, mwraL'Humanité ricuce con la situazione del primo dopoguerra. Organo centrale del Partito Comunista, la sua linea editoriale segue quella del partito e unisce informazione e campagne di mobilitazione.

Nel contesto della mwrgguerra fredda il giornale è filosovietico. Quando l'mwrwArmata Rossa invade l'Ungheria e pone fine alla mwsarivoluzione ungherese titola: «mwsq Budapest ritrova il sorrisomwsg »cite-ref-8[8]. Il 7 novembre mwtw1956, mentre la situazione internazionale è estremamente tesa (rapporto Chruschev al mwuaXX congresso del PCUS e avvio della destalinizzazione, intervento sovietico in mwuqUngheria, mwugcrisi di Suez e mwuwguerra d'Algeria) la sede de mwvaL'Humanité (e del Comitato Centrale del PCF) è attaccata da manifestanti anticomunisticite-ref-9[9]cite-ref-10[10]cite-ref-11[11]cite-ref-12[12]cite-ref-13[13]cite-ref-14[14] che tentano di incendiarla. Di fronte all'inerzia compiacente della polizia schierata in forze, la sede è difesa dal personale del giornale e dai militanti del Partito Comunistacite-ref-15[15]. Gli attacchi provocarono tre morti. Nel rendiconto, mw2qL'Humanité fa un parallelo tra l'attacco contro i suoi locali e quelli che definisce i crimini dei contro-rivoluzionari ungheresicite-ref-16[16]. Dal canto suo, il sindacato dei giornalisti proclama uno sciopero: nessun giornale uscì l'8 novembrecite-ref-17[17].

Parallelamente, il giornale è il solo quotidiano francese a sostenere le mw4wlotte di liberazione nazionale ovunque nel mondo, motivo per cui ne fu vietata la pubblicazione specialmente durante le guerre mw5aIndocina e di mw5qAlgeria. Gli articoli di mw5gMadeleine Riffaud dapprima sulla mw5wguerra d'Algeria, che le valsero un tentativo di attentato ad opera dell'mw6aOAS, e poi sul conflitto in Vietnam al seguito dei mw6qVietcong illustrano bene le sue posizioni.

Nel 1945 la tiratura raggiunge le mw6w400 000 copie e L'Humanité è la punta di diamante della stampa comunista. In seguito le copie vendute scendono a 150.000 nel 1972, e a 107.000 nel 1986 parallelamente al declino di influenza del Partito Comunista ed alla crisi della stampa quotidiana.

L'Humanité dal 1994 ad oggi

Dopo il XXVIII congresso del Partito comunista francese (1994), la dicitura «mw7w organo centrale del PCFmw8a » è rimpiazzata da «mw8q giornale del PCFmw8g ». In occasione di una nuova formula nel 1999, la menzione del legame col partito è eliminata. Il PCF resta secondo gli statuti «mw8w l'editoremw9a » del giornale ma la sua direzione non presiede più ufficialmente all'elaborazione della sua linea editorialecite-ref-18[18]. I militanti del PCF restano tuttavia molto implicati nella diffusione del giornale (principalmente per mezzo della vendita militante de mw-qL'Humanité Dimanche)cite-ref-19[19].

Scesa a mw-w46 000 copie nel 2002, mwaqaL'Humanité ha stabilizzato le vendite a un numero leggermente superiore a mwaqe50 000 copiecite-ref-20[20]. La sua sopravvivenza è assicurata dal prodotto delle vendite e da appelli a sottoscrizioni regolari. Nel 2000 il giornale ha dovuto anche aprire il suo capitale a gruppi privati, senza che questo comportasse un loro potere decisionale sul giornalecite-ref-21[21].

Per colmare i debiti, stimati a 8 milioni di euro, il quotidiano tenta di vendere per 15 milioni di euro la sua sede a Saint-Denis, concepita dall'architetto mwaqsOscar Niemeyer e dove si era installato nel mwaqw1989cite-ref-22[22]. La redazione trasloca nel maggio 2008 in un palazzo nella stessa città, nei pressi dello mwareStade de France. La vendita della sede, prevista per il 16 luglio 2008, non può avvenire a causa della situazione economica catastrofica del giornale. Una sottoscrizione eccezionale è lanciata allora da mwariL'Humanité e dalla direzione del mwarmPCF, con l'obiettivo di raccogliere 2 milioni di euro in tre mesi. In meno di un mese, la metà della somma è raggiunta.

Note

cite-note-11. mwaroUne du premier numéro de mwarsL'Humanité, su mwarwGallica.
cite-note-22. mwasaInformazioni su questo periodo redatte da mwaseJean-Noël Jeanneney
cite-note-33. Jean Touchard, mwasyLa gauche en France depuis 1900, ed. du Seuil, 1977, pag.82 (capitolo mwascUne conscience de gauche?)
cite-note-44. "La stampa scritta in Francia nel XX secolo", di Laurent Martin, pag. 76, Edizioni Le Livre de poche
cite-note-55. Roger Bourderon, mwateLa Négociation. Été 1940, Syllepse, Paris, 2001
cite-note-66. mwatuIna.fr «mwaty mwatcL'Humanité, il PCF e le autorità nazistemwatg », nelle mwatkBrûlures de l'histoire (France 3, 5 ottobre 1993) INA.
cite-note-77. François Marcot, mwat0Dictionnaire historique de la Résistance, Bouquins, p. 729, 2006.
cite-note-88. Secondo mwauearticolo del 27 septembre 2007 mwauiArchiviatomwaum il 6 marzo 2008 in mwauqInternet Archivemwauu., blog di Jean-Michel Aphatie
cite-note-99. Jean-Pierre Arthur Bernard, mwausParigi rossa, 1944–1964. I comunisti francesi nella capitale, edizioni Champ Vallon, 1991, 263 pagine. L'autore evoca a pagina 27, «mwauw bande armatemwau0 » che hanno sfondato le porte della sede del Partito Comunista con arieti e nota che secondo «mwau4 i corrispondenti di guerra comunisti sul fronte pariginomwau8 », tra gli assedianti si trovavano dei «mwava berretti rossimwave », «mwavi militanti identificati di estrema destramwavm » e «mwavq figli di papàmwavu » che agivano con «mwavy la neutralità benevolente delle forze dell'ordinemwavc ».
cite-note-1010. Jean-Pierre Arthur Bernard, «mwavs Novembre 1956 a Parigimwavw », mwav0Ventesimo Secolo. Rivista storica, numero 30, aprile-giugno 1991, pp.68–81.
cite-note-1111. Jean-Paul Piérot, «mwawe mwawiPCFmwawm : un tragique soutien à l'URSSmwawq », mwawuL'Humanité, 28 ottobre 1996. Per lui, l'emozione attorno l'affare ungherese unì «mwawy la destra fino ai mwawcsocialistimwawg » contro il Partito Comunista, e nota, nella folla dei manifestanti, «mwawk la partecipazione di infiltrati e di attivisti di estrema destramwawo ».
cite-note-1212. mwaw4Il fascismo non passerà, film di propaganda comunista del 1957, fornisce la visione di parte comunista sugli eventi. Si veda mwaw8Ciné Archives, il patrimonio audiovisivo del PCF
cite-note-1313. Dal canto suo, mwaxmLe Monde dell'epoca evoca l'espressione spontanea della «mwaxq popolazione pariginamwaxu », e la definisce una «mwaxy manifestazione legittimamwaxc » che degenera «mwaxg in incidenti estremamente violentimwaxk », cf. mwaxoLe Monde, 9 novembre 2006, «mwaxs Cinquant'anni fa in mwaxwLe Monde. Violenze anticomuniste a Parigimwax0 »
cite-note-1414. mwayemwayimwaymtelegiornale del 14 novembre 1956, su mwayqina.fr.
cite-note-1515. Jean-Pierre Arthur Bernard, mwaygParigi rossa, 1944–1964. I comunisti francesi nella capitale, edizioni Champ Vallon, 1991, p. 31 «mwayk Gli assediati poterono barricarsi, spegnere le fiamme con idranti, bombardare gli assedianti, scappare attraverso i tetti e attendere l'aiuto dalle banlieues operaie.mwayo » Tra i proiettili lanciati sui manifestanti «mways piombi di tipografiamwayw », «mway0 mobilimway4 », «mway8 utensilimwaza » e perfino «mwaze statuemwazi »
cite-note-1616. Jean-Pierre A. Bernard, «mwazy Novembre 1956 a Parigimwazc », mwazgVentesimo secolo. Rivista storica, numero 30, aprile-giugno 1991, p.68-81.
cite-note-1717. Jean-Pierre Arthur Bernard, mwazwParigi rossa, 1944-1964. I comunisti francesi nella capitale, edizioni Champ Vallon, 1991, p. 32.
cite-note-1818. Precisando i suoi legami con mwaaaL'Humanité, gli statuti del PCF precisano: «mwaae Leggerla, difenderla e promuoverla è uno dei compiti del comunista militantemwaai » (XXXIII congresso del PCF, marzo 2006).
cite-note-1919. mwaacL'Humanité dimanche è creata il 3 ottobre 1948 con lo scopo di ancorare meglio la presenza del quotidiano nei quartieri popolari. Reso come una rivista nell'aprile 1990, la sua comparsa termina nel 1999 di fronte alle difficoltà finanziarie e alla diminuzione consistente delle vendite, dovute principalmente a un calo della diffusione militante. È rimpiazzato da mwaagL'Humanité hebdo, edizione del week-end de mwaakL'Humanité. mwaaoL'Humanité dimanche rinasce il 9 marzo 2006 in seguito ad un appello per una sottoscrizione fatto ai suoi lettori in modo che questi ultimi divengano cofondatori di questo settimanale (14000 aderenti e 1800000 euro fine agosto 2006).
cite-note-2020. La diffusione totale de mwaa4L'Humanité è passata da 46.126 a 51860 tra il 2002 e il 2006. Il numero di abbonati è passato da 31.982 a 37.545 dal 2002 al 2005(cifra dell'OJD, associazione per il controllo e la diffusione dei media).
cite-note-2121. Decisa nel 2000, l'apertura del capitale del quotidiano è effettiva dal 19 maggio 2001, apportando 30 milioni di franchi e la sottoscrizione di 8 milioni di lettori. La ripartizione del capitale della società anonima de mwabmL'Humanité è così ripartita: mwabqmwabuAzionisti individuali (vecchi responsabili del giornale o del PCF)mwaby : 40,71mwabc % mwabgSocietà delle lettrici e dei lettori de mwabkL'Humanitémwabo : 20mwabs % mwabwSocietà Humanité investimento pluralismo (mwab0Hachette, mwab4TF1 attraverso la sua filiale Syalis, Caisse d’épargne, società pubbliche e settore mutualistamwaca : 20mwace % mwaciSocietà del personale de mwacmL'Humanitémwacq : 10mwacu % mwacySocietà degli amici de mwaccL'Humanitémwacg : 9,29mwack %
cite-note-2222. mwac0(mwac4mwac8FRmwada) mwade(mwadimwadmFR) mwadqmwadu15 millions d'eurosmwady : le prix de vente du siège de mwadcL'Humanité à Saint-Denis, in mwadgmwadk'Libération, 30 novembre 2007. mwadoURL consultato il 7 novembre 2011 mwads(archiviato dall'mwadwurl originale il 4 giugno 2012).

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Collegamenti esterni

• (FR) Sito ufficiale, su humanite.fr.
• (FR) Sito ufficiale, su culture.gouv.fr.
• (FR) Sito ufficiale, su boutique.humanite.fr.
• (FR) Sito ufficiale, su gallica.bnf.fr.
• Sito ufficiale, su hdl.handle.net.
• citerefbritannica-com(EN) l’Humanité, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwaemEdizione online del giornale, su humanite.presse.fr.
• Archivi de mwaeuL'Humanité mwaeyde 1904 a 1944 su mwaecGallica, la biblioteca digitale della mwaegBiblioteca nazionale di Francia.
• Archivi clandestini de L'Humanité(zone nord) de 1939 à 1944 su mwae4Gallica.
• Archivi clandestini de L'Huma(Bobigny) su mwafqGallica.
• Archivi clandestini de mwafymwafcL'Humanité. Organe central du Parti communiste S.F.I.C. Ed. spéciale féminine. mwafg[Zone nord.mwafk] su mwafoGallica.